Codici di Pace On Line

a cura del Gruppo Emergency di Ascoli Piceno

Il mondo chiamato all'appello. È il momento del riscatto.
Guerra e informazione. Guerra alla disinformazione.
Questo, il progetto iniziato tempo fa, da più scuole. Si discute sulla guerra, il suo straordinario evolversi:
da battaglie per la patria, svolte tra due eserciti nemici, i cui moventi portanti furono gloria ed egemonia,
a veri e propri stermini di popolazioni.
Oggi, le guerre non vengono più svolte nel ristretto campo di uomini con divise diverse, ma mirano
all'indebolimento e alla diìaniazione morale e fisica di un'intera Nazione.
Le violenze persistono. Noi, ne siamo totalmente al corrente?
Per evidenziare l'umiliante disinformazione dei Paesi più sviluppati, gli incontri si sono conclusi con la
proiezione di "Blood Diamonds".
Il film, con qualche limitazione, riesce a evidenziare ciò che rappresentano i diamanti per le
multinazionali occidentali, ma soprattutto per i paesi africani produttori, che finanziano le loro guerre
civili e, dove, molto spesso vengono armati migliaia di bambini soldato, ferocemente addestrati alle
atrocità.
L'ex presidente liberiano, Charles Taylor, ne è ossessionato: "Sono i più obbedienti, puoi conquistare la
loro mente, non tradiscono. Sì divertono a sparare e a uccidere, non chiedono soldi. Ne abbiamo molti e
sono piccoli, difficili da colpire".
Sono giovani trasformati in assassini di raccapricciante ferocia: giocano ad amputare i prigionieri,
costringendoli a tirare a sorte il nome dell'arto. Realtà resa nota, solo dalla recente pubblicazione del
libro "Memorie di un soldato bambino".
Infatti, per terrorizzare i civili e punirli del presunto sostegno dato agli avversari, veniva inflitta la
sistematica pratica dell'amputazione di piedi, braccia, gambe e mani (in modo da rendere persino
allegoricamente impossibile la celeberrima frase "Il futuro è nelle vostre mani"), segnando in modo
indelebile "il domani" di uomini, donne, bambini e persino neonati.
Un film-denuncia sull'ipocrisia occidentale, scomodo per alcune compagnie diamantifere, che
precedentemente all'anteprima si sono affrettate a dichiarare che già nel 2003 sotto l'egida dell'ONU, tra
la World Diamond Council e 73 nazioni è stato firmato il Kimberley Process, ovvero una risoluzione che
impegna tutti a certificare che la provenienza dei diamanti utilizzati e lavorati non provengono da Paesi
in guerra.
Sconcertante, da non credere, come l'Italia sia al terzo posto nel consumo di diamanti, preceduta solo da
USA e Giappone.
Più nel particolare sono state osservate le crude verità numeriche della Sierra Leone: 11: anni di guerra civile che hanno devastato il paese negli anni 1991-2002. Milioni: di vittime.
2,5: milioni di profughi e sfollati, derivanti dal conflitto. 175: milioni di carati estratti ( bilancio 2006 )
12,45: miliardi di dollari giro d'affari commercio dei diamanti ( bilancio 2006 ). 200000: bambini-soldato, ancora oggi, presenti nel territorio. 90%: incidenza delle bambine rapite, violentate, schiavizzate ed uccise dai ribelli. 35: anni indicanti la massima aspettativa di vita di un cittadino della Sierra Leone. 2002: anno dell'istituzione del Tribunale per i Crimini di Guerra, cui, però, sono sfuggiti i principali colpevoli, quali:
Foday Sankoh, sanguinario leader del RUF, morto nel 2003, per arresto cardiaco.
Sam Hinga Norman, ministro governativo della difesa, corresponsabile dei reati del RUF, è il più importante imputato. Si trova, ora, sotto-processo, in Olanda, presso l'Aja, dove è stato trasferito, per motivi di sicurezza.
"Dio riuscirà mai a perdonare quello che il mio popolo sta facendo a se stesso?' (Momo, "Blood Diamonds")
La nostra è una società violenta, frutto di incomprensione, puro disinteresse per il prossimo. Nonostante gli immensi sforzi di pochi, non può raggiungersi l'unità senza un consistente numero di persone, che lottano per un futuro in cui non esistano frontiere per la realizzazione di un solo mondo. Discriminazioni, sete di potere, ingordigia di denaro sono alla base della grave decadenza regnante. Siamo chiamati, come esseri umani, a trascendere queste violenze, a superarle, consapevoli, ormai, di aver distrutto ogni rapporto per ostentare la nostra forza.
Siamo coscienti di come tali atrocità abbiano prodotto profondo tormento in noi e, forse, meritata infelicità.
È giunto il momento di agire.
Non vogliamo un'apparente esistenza di benessere.
Vogliamo vivere una vita veramente pacifica, in cui ci sia sincera abbondanza di Amore.
La violenza deve essere bandita.
ORA CHE COSA SIAMO DISPOSTI A FARE?
IVB
Liceo Scientifico "A. Orsini"
Ascoli Piceno

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"La guerra, prima ancora che negli arsenali e nei campi di battaglia, si costruisce nella mente degli uomini e quindi la difesa della pace va alimentata nei cuori e nell'intelletto dell'umanità."

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