Come descrivere l’atrocità più grave, la più orrenda aberrazione del genere umano? Come può essere definita questa perversione, che trasforma un essere come l’uomo, capace di cose tanto belle quali l’Arte, l’Amore, la Musica… in un tale mostro?
“Guerra” sembra riduttivo come termine.
Ma c’è così tanto, dietro a questa parola… soprattutto le vittime.
Cosa ci si può aspettare da una società in cui un attentato all’America come quello delle Torri Gemelle, scatena un pandemonio, amplificato enormemente dai media, mentre silenziosamente ogni giorno 35615 bambini muoiono di fame e nessuno ci fa caso. Una società che acquista prodotti senza curarsi se questi vengono o meno da mani di bambini a cui è stata negata l’infanzia, senza sapere se sono stati causa di guerre per il monopolio del mercato, che hanno messo il fratello contro il fratello, il figlio contro il padre, che hanno distrutto famiglie e vite in nome del dio denaro , come è successo per i diamanti in Sierra Leone, in Afghanistan con l’oppio, e come continua a succedere in molti altri Paesi sottosviluppati cui non è permesso di trarre guadagno dalle ricchezze della propria terra. Una mondo in cui una minoranza sfrutta la maggioranza delle risorse ed è convinta di essere “sviluppata e civilizzata”.
Una società ipocrita, opportunista, che si lascia manovrare dai media che corrompono l’informazione e propongono ideali distorti e consumistici, una società a cui fa comodo che le cose rimangano come stanno, perché altrimenti dovrebbe cedere i suoi “piccoli” privilegi, quelli che non bastano mai e per i quali “non si arriva a fine mese” (la tv ultrapiatta formato parete, gli abiti firmati…), mentre c’è gente che lavora una settimana per un pugno di riso.
Un esempio concreto siamo proprio noi italiani: non siamo direttamente toccati da guerre da tanto tempo, ormai, ma nonostante questo e nonostante l’articolo 11 della nostra Costituzione (“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli…”) i nostri soldati sono stati inviati a sostenere le guerre egemoniche degli USA nel medio oriente sotto il nome di “missioni umanitarie”. Andiamo anche noi a portare la civiltà, come i conquistadores con i nativi d’America? Diciamo pure che ci limitiamo a ignorare la verità: nessun governo finora si è opposto, nessuno ha chiesto di ritirare le truppe. Dovremmo usare il nostro senso critico e i nostri principi morali, e invece ci crogioliamo in una falsa cappa di ignoranza e mediocrità.
Come si può quindi costringere ad ascoltare un sordo che non vuol sentire? Come aprire gli occhi a un cieco che non vuol vedere?
Cosa ancor più difficile se si considera che i potenti ci imbevono di falsi eroi, di machi Vin Diesel, di bellocci Brad Pitt e di movie sulla guerra infiorettati di patriottismo e gesti eroici per farci credere in una “guerra giusta” , un ossimoro, direi. Le bombe ce le hanno loro, e le conservano persino sotto i nostri piedi come la base di Aviano, e mirano a mantenere la pace sotto il loro dominio, conservandola grazie a un clima di terrore dove il potere non è più bilanciato, come ai tempi della Guerra Fredda, ma in mano a una sola grande “multinazionale della guerra”.
Io penso che questo si possa contrastare solo proponendo nuovi “eroi”, eroi giusti, positivi, come i volontari di Emergency e le altre organizzazioni umanitarie, e offrendo nuovi valori, quali la tolleranza, l’equità, l’abnegazione, la trasparenza, l’etica… insomma, la celebrazione della non violenza, anziché della guerra. Per far capire che chi fa del male non è forte e bello; che ognuno di noi si riconosce in cioè che lascia in questo mondo quando se ne va, e che se un tuo gesto, una tua parola potranno salvare un pugno di persone da un destino orribile, seppur rimanga solo una goccia nell’oceano, è un grande lascito rispetto a una scia di morti.
Per questo io ora sto scrivendo, con la speranza che qualcuno legga e che qualcosa cambi, per quanto piccola come una goccia nell’oceano.
Papagna Giorgia 4S1 ISD'A