LA PACE
Porto un grande peso sopra le spalle, la mia corazza e' insanguinata, i miei occhi conoscono la pena e la compassione, il mio pianto risuona dalle pianure alle vette. Nessuno mi giudica, tutti mi implorano: parlano di me quando non ci sono. Ogni volta che pronunciano il mio nome si riapre una nuova ferita, più dolorosa ed ingiusta. Le mie paure sono tante, a milioni, una per ogni creatura che vive o che muore.
Porto nel cuore mille croci, e mille altre sono pronta ad accogliere. Porto nei miei occhi il sangue di chi è caduto in battaglia e ad ogni lacrima è un nuovo dolore. Attraverso contineti e pesi, io cammino per tentare di trovare il mio posto tra tanti orrori: ma più mi sforzo più le mie fatiche mi sembrano vane, sacrificate ad un idolo invisibile. E più mi sporgo da questo baratro insanabile tra me e il mondo, più mi accorgo che forse non vale più la pena di rischiare, di saltare, per poi fallire un ennesima volta.
Mentre cado sento il vento tra i miei capelli.
Il vento, "che ne sarà del vento in paradiso?" 1
LA GUERRA
Vivo per l'onore e l'orgoglio. La mia bellezza è la mia forza.
C'è chi mi ripudia e chi mi venera. Chi mi teme e chi mi ama. Mi hanno cresciuta forte e decisa, potente ed impavida: non conosco pena e compassione, la paura non fa parte di me è solo la mia orma. La mia veste è rossa, tinta del sangue dei nemici, e la mia spada è sempre librata in aria per un nuovo colpo. Sono sempre presente al fianco degli uomini, sempre e comunque fino alla fine a testimoniare la mia presenza. Il fuoco ho negli occhi, che divampa e logora; un fuoco sempre acceso che a volte fa male. La mia voce tuona nelle vallate. Traditrice, falsa, ipocrita ed egoista: questa sono io.
Scenderò sul campo di battaglia stasera, combatterò per ciò che è giusto. Combatterò per me e per nessun altro. "Siederò sulla schiena di un uomo, soffocandolo, costringendolo a portarmi, e intanto assicurerò a me e agli altri che sono piena di compassione per lui e desidero migliorare la sua sorte con ogni mezzo possibile". 2
Coloro che cadranno saranno morti per una giusta causa, per un nuovo mondo, il migliore, "il migliore dei mondi possibili". 3
IL SOLDATO
Qual è il tuo nome? Fredda la risposta , freddo il volto.
mi porto un fardello dietro, il mio zaino con dentro la mia anima. A migliaia marciamo verso il freddo: numeri a quattro zeri contro numeri a quattro zeri. Quì al valico ad aspettare "il nemico" impetuoso e sanguinario. E intanto aspettiamo, e aspettando si logora la mia anima e si sfaldano le mie certezze: e vorrei piangere, ma le lacrime ghiaccerebbero.
Un passo dopo l'altro, un piede avanti all'altro a combattere per la giustizia, o come si chiama. Ecco, ecco che cosa sono: un paio di scarpe, dei calzini, dei pantaloni, una divisa, un elmetto e un fucile, tenuto stretto tra le mie mani ferme ed immobili. Buttati a terra, vicino a noi, come manichini, decine e decine di corpi, massacrati, deturpati, ridotti all'osso, quasi finti. A volte ho "l'impressione che lo stesso destino che ha messo a terra quei corpi tenga noi altri inchiodati a vederli, a riempircene gli occhi". 4
E questa è la mia vita per la loro morte. Ma fino a quando ancora dovrò sopravvivere e combattere? Mi sento come un fiore di ciliegio nella stagione di primavera dove i fiori se li porta il vento.
Ed eccomi tra gli spari ed il fuoco, davanti ad uno specchio. Lui è li, davanti a me; le stesse mosse, lo stesso sguardo, un attimo di pietà, di compassione per me stesso in quel riflesso così uguale e così diverso. Uno sguardo impaurito.
Uno sparo.
E' troppo tardi.
Lui aveva più paura di me.
Ora nel petto ho un dolore caldo: finalmente un po di caldo dopo tanto freddo. Non sono morto per la guerra. Non sono morto per la pace.
"E dei caduti che facciamo? Perchè sono morti? Forse lo sanno unicamente i morti, e soltanto per loro la guerra è finita davvero". 6
NOTE:
1. Carlo Betocchi "Poesie"
2. Lev Tolstoj
3. Leibniz
4/5/6. Cesare Pavese "Prima che il gallo canti"
Campagnoni Cinzia
V S1 ISD'A